SP092

   L'industrio experto villanel che cole

giardinovigna o campo  qual possede ,

 come l'arte sua comanda o chiede

d'arbori e piante fa diverse scole.


   E qualposciadi lor vedi atta a prole,

di curata coltura la provede,

e  pon la sua spene e la sua fede

che frutto n'averàcome el cor vole.


   E si per tempo sterile la trova,

sfrondalaschiaccazappaadacquae mura

intornoa confortar più sua natura;


   e si pur fia de render fructo dura,

la taglia et ardee suo terren renova,

e prende fruttoe lei tra' di sua prova.


Testimoni:
g
      Bd, f. 141bisv > Si1, f. 73r
      g2
            Cp392, f. 191r-v
            g3 (Tou2102, f. 133r; V4784, f. 128r).

Bibliografia: Solerti, Disperse, p. 171; Vattasso, Cod. petr. Vat., pp. 188-89; Vattasso, Otto sonetti, p. VII.

Schema metrico: Sonetto ABBA ABBA CDD DCC
      Limitandosi a singulares le parche varianti sostanziali, la scelta della lezione riguarda piuttosto problemi di forma, che, come tali, discuto nella presente nota senza menzione nell’apparato. E dal momento che la dipendenza di Si1 da Bd appare manifesta dall’accordo financo in varianti grafiche (LIndusstrio; posscia; churata; talglia), le alternative vedono opporsi da una parte g2 e dall’altra Bd col suo descriptus.
      Seguendo come sempre Bd in tutti i casi di lezione accettabile, il codice reca a v. 5 vedi (indic. 3a pers. sing., “vede”) contro la forma vede di g2. Il passaggio -e > -i in fine di parola è per Bd una tendenza con una sua regolarità, osservabile a v. 9 e v. 12 con coppia fissa Bd-Si1 si contro se di g2, e d’altronde già rilevata, per i perfetti sigmatici in -unsi, nel sonetto Il tempo e ’l loco (cfr. ad locum). Proprio come in quest’ultimo testo, anche qui è possibile concludere che ci troviamo in presenza di una variante legittima e non di errore: nella sezione dei fragmenta Bd reca infatti vedi in luogo di vede, se non sistematicamente, con opzione maggioritaria, a Rvf 29, v. 54 [f. 19v]; Rvf 123, v. 6 [f. 57r]; Rvf 124, v. 2 [f. 57r]; Rvf 325, v. 40 [f. 120v]; Rvf 348, v. 13 [f. 131v]; Rvf 359, v. 26 [f. 129r] (anche a Rvf 41, v. 8 [f. 24v], e Rvf 284, v. 6 [f. 109v], ma in questi ultimi due casi corr. in ved[e] forse d’altra mano).
      Altra adiaforia formale si registra a v. 10, laddove, entro la percussiva sequenza di terminologia agricola, g2 legge regolarmente scacchia (voce di scacchiare, “sfrondare dei germogli improduttivi”), contro la forma metatetica schiacca di Bd-Si1, che si accoglie a testo. Ed è una menda dell’edizione Solerti – seguita da Vattasso, Cod. petr. Vat. – aver sacrificato questo interessante tecnicismo, dall’etimologia d’altronde trasparente (< cacchio, “germoglio”), a vantaggio della gratuita congettura sarchia.
      Di minore interesse, nonché squalificata dallo stemma, è allo stesso verso la forma sfrondela di g3 (sfrondala gli altri), degna di menzione solamente perché accolta da entrambe le edd. Vattasso.
      È invece proposta almeno meritevole di considerazione, ancora di Vattasso, lo scioglimento al v. 2 giardino vigna > giardin o vigna.
2 giardino] giardini Tou2102 ~ vigna o campo] uigna o campe Tou2102 o campo o uignia Cp392
3 o] et Tou2102
4 piante] di piante V4784
5 atta] atto Cp392 ~ prole] parole Si1 p/a/role Cp392
10 adacqua] adoccha Tou2102
11 a] agg. in intl. Si1
12 pur] piu Tou2102 ~ de render] darender Cp392