ES51

   Delli dolci pinsier' l'Amor m'envia

di quella onde  grande luce regna,

†maria† pianta di disio  degna,

†cheglie amor eposa† colla donna mia.


   Beat' è donque quel che ben disia

tanta salutee 'l mio pensar se degna,

ch'Amore per gran zoco vertù insegna

a l'alma ove che suo riposo sia.


   Egli la rende imprimo chiara e pura

e po' li va passar quel nostre rege

con quella donna in cui sua vertù mostra;


   quanto à bel coretanto amor li dura

e tanto l'è piazente la sua lege

quant'è virtude nella mente vostra.


Testimoni:
Ox66, ff. 16vb-17ra

Bibliografia: Berisso, Adespoti, pp. 186-187.

Schema metrico: Sonetto ABBA ABBA CDE CDE

I problemi principali del testo si accampano nella prima quartina: le cruces qui delimitano i punti evidentemente critici, ma gli effetti delle corruttele si riverberano sull'intero blocco iniziale, a partire dalla stessa costruzione incipitaria, tutt'altro che perspicua (Delli sarà da intendere Deh! li?). Il resto del sonetto scorre invece con relativa semplicità, posta una stuttura sintattica che lascia perplessi senza però far necessariamente pensare a problemi di trasmissione. Tale, ad esempio, l'inciso al v. 6 (che potrebbe anche essere messo tra parentesi).
Nessun elemento suggerisce la plausibilità di una paternità petrarchesca: la sconsiglia, oltre alla già evidenziata goffaggine sintattica, il motivo triviale e largamente poststilnovista di Amore che purifica il cuore dell'amante tramite la contemplazione della «vertù» dell'amata.
7 Amore] amor
8 che] chio
12 core] choro
13 l’è] te
14 virtude] uirtu